Scarpe Nike all’asta a Milano, dalle Dunk Paris (90 mila euro) alle Red October: la collezione dei sogni


Nel tempo, le scarpe da ginnastica si sono evolute, passando dall'essere un accessorio dalle umili origini a oggetti del desiderio esclusivi o, addirittura, inarrivabili. Inizialmente in gomma e tela per chi non poteva permettersele o per gli sportivi, le sneakers si sono dimostrate un miracolo del fashion e del logo, come Adidas e Nike. A dimostrazione di quanto il fenomeno delle scarpe da ginnastica abbia preso piede, l'asta da Finarte, dedicata interamente alle sneakers e realizzata in collaborazione con Big Soup. In via Paolo Sarpi 6, la casa d'aste batterà 63 paia di scarpe provenienti da una collezione privata, molto eterogenea, che spazia dalle leggendarie Jordan alle iconiche Dunk.

Tra i modelli più rari, il pezzo numero 20, le Dunk "Paris", è considerato il più lussuoso tra tutti. Le scarpe vennero realizzate per la White Dunk, una mostra di Parigi, e raffigurano i capolavori del pittore espressionista Bernard Buffet. Molto ambito anche il frutto della collaborazione tra Nike e Kanye West, le Nike "Red October", dal prezzo capogiro che oscilla tra 20-25 mila euro. A un prezzo più contenuto, rispettivamente 180 e 250-300 euro, si trovano le Nike Jordan argento-nero e le Nike Dunk Low rosse-nere.
Tuttavia, le cifre indicate andranno molto probabilmente al rialzo, così come affermato dall'Head of Digital di Finarte, Andrea Cremascoli. Il settore delle scarpe da ginnastica nel campo delle aste è uno dei più attrattivi, e appassionati e collezionisti internazionali non si tirano indietro, anche di fronte a cifre da capogiro, pur di accaparrarsi il pezzo dei loro sogni. In aste simili da Christie’s e Sotheby’s, un paio di sneakers sono state vendute anche a 300-400 mila euro. A somme simili, si affiancano anche garanzie non irrilevanti. A dispetto del web, dove il rischio di acquistare capi contraffatti è alto, l'asta assicura che ogni pezzo sia nuovo di zecca e autentico.

Chi acquista pezzi così rari non ci pensa nemmeno a indossarle. I modelli più ricercati sono proprio quelli "fuori taglia", con numeri molto piccoli o molto grandi, poiché prodotti in minor quantità e dunque più rari.

Questi modelli così rari non sono destinati all'uso e neanche al ripostiglio delle scarpe. Piuttosto, i collezionisti le collocano con cura sotto apposite teche, in stanza dedicate, in cui si può solo guardare ma non toccare. L'asta successiva avrà ad oggetto delle sneakers vintage, sia scarpe uomo che scarpe donna, dai modelli anni '80-'90, caratterizzati da un irresistibile fascino d'altri tempi. Proprio nell'anno in cui nasceva la Nike in Oregon, Jannacci cantava "El purtava i scarp de tennis, perché l’era un barbun". A creare il marchio a forma di virgola capovolta aggiunto sulle sneakers, un tempo fai da te, fu Carolyn Davidson, una studentessa di grafica, compensata con la suntuosa cifra di 35 dollari.


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